Pubblicato il 28 ottobre 2025
Il rapporto con il cibo non è solo biologico, ma profondamente psicologico. Mangiare in modo consapevole significa riportare attenzione, presenza e ascolto nelle scelte alimentari quotidiane. La mindfulness applicata alla nutrizione nasce proprio da questo principio: trasformare l’atto del mangiare in un momento di connessione con il corpo e con i propri bisogni reali.
Lo stress cronico è uno dei principali fattori di alterazione del ritmo digestivo. L’attivazione continua del sistema simpatico riduce la motilità intestinale, altera la secrezione enzimatica e modifica la flora batterica. Non è un caso che molti pazienti con sindrome dell’intestino irritabile riferiscano un peggioramento dei sintomi nei periodi di tensione emotiva.
Pratiche come la respirazione consapevole e la body scan meditation permettono di ridurre la risposta allo stress e di migliorare la connessione mente–intestino. Durante il pasto, significa masticare lentamente, riconoscere i segnali di fame e sazietà, e distinguere la fame fisica da quella emotiva.
Studi recenti hanno dimostrato che interventi basati sulla mindfulness migliorano la qualità di vita nei pazienti con IBS, riducono la frequenza del gonfiore e favoriscono una migliore adesione al piano nutrizionale.
Integrare la mindfulness in un percorso nutrizionale significa non solo curare i sintomi, ma costruire un rapporto più sano e duraturo con il proprio corpo.