Pubblicato il 1 novembre 2025
Il microbiota intestinale rappresenta un ecosistema complesso costituito da trilioni di microrganismi che abitano il tratto digerente umano. Negli ultimi anni, numerose evidenze scientifiche hanno messo in luce il suo ruolo cruciale non solo nella digestione, ma anche nella regolazione immunitaria e neuroendocrina.
Nella sindrome dell’intestino irritabile (IBS), il microbiota mostra una composizione alterata: diminuzione dei batteri produttori di butirrato (come *Faecalibacterium prausnitzii*) e aumento di ceppi pro-infiammatori (come *Enterobacteriaceae*). Queste modifiche influenzano la permeabilità intestinale e la risposta immunitaria, amplificando la sensibilità viscerale e i sintomi di gonfiore e dolore.
I FODMAP (oligo-, di- e monosaccaridi fermentabili e polioli) sono carboidrati scarsamente assorbiti che possono causare fermentazione e produzione di gas. Riducendone l’introito attraverso un piano Low FODMAP, si riduce la pressione osmotica nel lume intestinale e si ristabilisce l’equilibrio microbico, migliorando la sintomatologia nel 70–80% dei pazienti.
Il percorso ottimale prevede tre fasi: eliminazione, reintroduzione controllata e personalizzazione. Parallelamente, il supporto con prebiotici selettivi e un’alimentazione ricca di fibre solubili favorisce la crescita di batteri benefici e la produzione di acidi grassi a corta catena, fondamentali per la salute della mucosa intestinale.
In sintesi, comprendere e modulare il microbiota è la chiave per una gestione duratura dell’IBS e del benessere digestivo.